TU CHE NE PENSI?

La nostra società si basa sui meriti di ognuno e quando non li vediamo riconosciuti e ripagati secondo le nostre aspettative, il nostro lavoro o il nostro impegno, noi ci arrabbiamo, pensando di essere stati trattati ingiustamente.

Umanamente parlando questo ragionamento appare logico e giusto perché siamo abituati a ricevere in base a ciò che facciamo. Ma quello che appare giusto agli occhi umani è giusto allo stesso modo anche per Dio?

Nella parabola degli operai delle diverse ore (Vangelo di Matteo 20:1-14) Gesù ci dimostra che Dio usa un metro molto diverso da quello umano. Infatti nel Suo Regno Dio non ci ricompensa secondo i nostri meriti, ma in base alla Sua GRAZIA : Egli ci dà sempre abbondantemente di più.

Nel leggere questa parabola dobbiamo ricordare che a quei tempi la giornata lavorativa durava 12 ore (dalle 6 alle 18) e che i lavoratori ricevevano la paga pattuita, la sera stessa finito il lavoro, che era molto duro e faticoso. In questa parabola Gesù ci descrive un padrone che esce la mattina alle 6 per assumere degli operai con i quali concorda il salario di un talento per il lavoro dell'intera giornata ed essi accettano di buon grado. Poiché Egli è il padrone può assumere quanti operai ritiene opportuno e anche quando vuole. Egli decide di uscire nuovamente alle 9, poi alle 12, alle 15 e alle 17, che è l'ultima ora di lavoro, per assumere altri operai in queste diverse ore, promettendo ad ognuno una giusta retribuzione. Alla fine del lavoro dà ad ogni operaio la paga che Egli ritiene giusta, cioè un talento.

Noi diciamo : "Non è giusto! Chi ha lavorato di più dev'essere pagato di più." Infatti umanamente parlando è normale venire trattati in base al merito. Qui però il padrone sceglie di pagare secondo il bisogno di ciascuno perché tutti hanno una famiglia da sfamare; Egli ha scelto di pagare secondo la Sua grazia e ha dato agli ultimi ben dodici volte in più di quanto hanno meritato con il loro lavoro. Come mai ha assunto questi operai solo per un'ora? Aveva forse bisogno di una mano in più, oppure li ha assunti perché essi, avendo atteso di trovare lavoro tutta la giornata, avevano tanto bisogno di portare a casa i soldi per la spesa?

In questa parabola Gesù vuole insegnarci qualcosa per la vita eterna. Egli ci dice che Dio è il padrone e noi siamo gli operai. Dio ci chiama al Suo servizio non tanto perché Egli ha bisogno di noi, ma perché noi abbiamo bisogno di Lui! Egli ci paga non secondo il nostro merito, ma secondo il nostro bisogno e la Sua grazia; infatti la retribuzione che Egli ci dà è sempre di gran lunga superiore a quello che noi ci siamo guadagnati. Noi non possiamo avere nessuna pretesa verso Dio, però generalmente noi pensiamo : "Ho la coscienza a posto, ho fatto tutto bene, quindi sono a posto e Dio mi ricompenserà, perché me lo merito". Ma questo è un ragionamento umano e Dio non ragiona come noi. Certamente Egli ci dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno e molto di più, ma lo fa PER AMORE, NON PER DOVERE, NÉ PER RIPAGARCI DI QUALCOSA. Egli non deve niente a nessuno e noi non possiamo comandargli niente.

Il Nuovo Testamento ce lo presenta come il DIO DELLA GRAZIA, che opera per grazia, e a noi richiede non opere, ma FEDE. La chiave del Nuovo Testamento è che : " Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché CHIUNQUE CREDE IN LUI non perisca ma ABBIA VITA ETERNA" (Vangelo di Giovanni 3:16). Questo vuol dire che chiunque riconosce di essere un peccatore che non può salvarsi da solo pentendosi sinceramente e chiedendo perdono si mette totalmente nelle mani dell'unico che lo può liberare e salvare; cioè riceve GRATUITAMENTE la vita eterna per mezzo della fede in Gesù.

Che cosa vuol dire qui la parola fede? Vuol dire credere che l'opera di salvezza che Gesù ha fatto sulla croce è l'unica che Dio accetta ed è già sufficiente per salvare CHIUNQUE, cioè qualsiasi persona sia essa buona o cattiva, perché tutti siamo peccatori agli occhi di Dio. Questa verità ci viene confermata anche nell' Epistola di S. Paolo agli Efesini, capitolo 2, versetti 8-9 : "Poiché è PER GRAZIA che siete stati salvati per mezzo della fede "NON PER MEZZO DI OPERE, AFFINCHÉ NES SUNO SE NE VANTI". Infatti solo l'opera perfetta già compiuta da Gesù sulla croce è quella che Dio ACCETTA COME PAGAMENTO DI RISCATTO CONTRO LA CONDANNA A MORTE (cioè l'eterna separazione da Dio) che abbiamo ereditato con il peccato originale.

Quindi è evidente che il prezzo del pagamento del nostro riscatto è già stato pagato da Gesù e noi possiamo riceverlo solo gratuitamente. Quindi è un DONO di Dio, ma per riceverlo dobbiamo ritirarlo, cioè credere e farlo nostro. La Scrittura ci dice inoltre che chiunque crede nasce di nuovo nello spirito, diventa figlio di Dio (Giovanni 1:12) e solo allora compirà le opere che Dio ha preparato per lui, perché prima di essere stato riconciliato con Dio nessun uomo può compiere le Sue opere, per quanto umanamente possano apparire buone e accettevoli. Dio offre quindi gratuitamente la Sua grazia, cioè la possibilità di essere riconciliati con Lui per la vita eterna ad ognuno di noi, in Gesù Cristo, unico Salvatore.

La vita terrena è l'opportunità che ognuno di noi ha di scegliere se accettare questo dono, oppure rifiutarlo o peggio ignorarlo! E tu hai fatto la tua scelta? Da che parte vuoi passare il resto dell'eternità? Ti sei mai fatto questa domanda? Su cosa basi la tua scelta : sui tuoi meriti o sulla Sua GRAZIA? Capisce qual è questa differenza?

 

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