Soltanto continua ad avere fede

(Marco 5:21-24,35-43)

Iairo è un padre angosciato dalla malattia della figlia dodicenne ormai in fin di vita. Per questo importante uomo religioso della sinagoga di Capernaum non conta più la posizione che ricopre. Si sente semplicemente un padre la cui figlia sta morendo e perciò si reca al porto ad aspettare Gesù, al quale chiederà di fargli grazia.

1. Un padre ai piedi di Gesù
L'amore per una figlia spinge quest'uomo tanto importante a mettersi in ginocchio per strada, tra la folla, senza preoccuparsi dell'opinione della gente. Ha bisogno di aiuto e ha capito che solo Gesù può fare qualcosa per sua figlia. Di fronte a tanta umiltà e sottomissione, Gesù acconsente a seguirlo a casa per risparmiarlo da un indicibile dolore. Ogni genitore prenda esempio da quest'uomo, impari a mettere i figli nelle mani di Gesù con la stessa determinazione. Ad un genitore, infatti, è chiesto di credere non solo per se stesso ma anche per la propria famiglia. È la promessa fatta al carceriere di Filippi: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la casa tua" (Atti 16:31). Per rivolgersi a Gesù e avere "salva la vita", i figli devono poter contare sull'esempio di fede di genitori capaci di mettere innanzi tutto loro stessi ai piedi del Maestro.

2. Una complicazione
Il passo di Gesù fu rallentato dalla gente che Lo attorniava. In particolare una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, Gli toccò la veste e fu guarita. Proprio mentre Gesù parlava con lei, vennero da casa del capo della sinagoga alcuni messi ad annunciare che la ragazzina era morta e, quindi, non era più il caso di incomodare il Maestro. La sopravvenuta morte della figlia fu una dura prova per la fede di Iairo, che avrebbe potuto dare ascolto al messo e dire a Gesù: "Grazie, Signore. So che volevi farmi del bene e, se fossimo arrivati in tempo, se quella donna dal flusso di sangue non ti avesse toccato e fatto perdere tempo, sarebbe andato tutto bene, ma è andata com'è andata...". Questo fu proprio quanto disse Maria a Gesù dopo la morte di Lazzaro: "Signore, se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto" (Giov. 11:32).

3. Una speranza che rinasce
Si può immaginare come si sentì quel padre nell'apprendere la triste notizia, il dolore deve essere stato fortissimo, non c'era più niente da fare. Improvvisamente, però, le parole di Gesù riaccesero la speranza in lui: "Non temere; soltanto continua ad aver fede!" Rendiamo grazie a Dio che con poche parole sa sempre come riaccendere la speranza nell'uomo. Chi ha il Signore non deve mai disperare ma conservare la fede. Gesù si era attardato, sì, tanto che la ragazzina morì, ma quel padre non doveva temere. Gesù aveva un piano preciso, desiderava che quell'uomo sviluppasse "una fede che va al di là d'ogni speranza", che imparasse a sperare contro speranza (cfr. Rom. 4:18). Chi ha fede nell'Iddio dell'impossibile, non può chiederGli di fare in fretta solo perché ha paura di quel che può succedere da un momento all'altro. Non bisogna commettere l'errore di sperare solo finché c'è qualche speranza, questo significherebbe avere una fede limitata.

4. Una famiglia riunita
La scena che si presentò a Iairo, una volta giunto a casa, non fu delle più incoraggianti. Regnava una gran confusione e c'era gente che piangeva e urlava. Gesù stesso fu accolto come se fosse un altro piagnone venuto a fare le condoglianze. Non sono pochi, in verità, coloro i quali non chiedono altro a Gesù che di unirsi a loro per piangere sulla propria situazione, dimenticando così che "Egli è Colui che viene per cambiare le situazioni". Purtroppo scene in cui tutti piangono e si disperano non sono insolite nelle famiglie, ma non dovrebbe essere così, almeno non dovrebbe più esserlo per chi ha chiesto l'intervento di Gesù. Se continua ad esserci lamento e tristezza, allora significa che non c'è sufficiente fede da credere che Gesù abbia il potere di risuscitare anche ciò che è morto. Se hai invitato il Signore a casa tua perché ne abbia cura, non arrenderti solo perché "la risposta non arriva nel tempo limite". Piuttosto, fatti forza e rinnova la tua fiducia in Colui che può risuscitare i morti e presto tornerà il sereno.

 

Enzo Martucci

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