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Iairo è un padre angosciato dalla malattia della figlia dodicenne ormai
in fin di vita. Per questo importante uomo religioso della sinagoga di
Capernaum non conta più la posizione che ricopre. Si sente semplicemente
un padre la cui figlia sta morendo e perciò si reca al porto ad aspettare
Gesù, al quale chiederà di fargli grazia.
1. Un padre ai piedi di Gesù
L'amore per una figlia spinge quest'uomo tanto importante a mettersi in
ginocchio per strada, tra la folla, senza preoccuparsi dell'opinione della
gente. Ha bisogno di aiuto e ha capito che solo Gesù può fare qualcosa
per sua figlia. Di fronte a tanta umiltà e sottomissione, Gesù acconsente
a seguirlo a casa per risparmiarlo da un indicibile dolore. Ogni genitore
prenda esempio da quest'uomo, impari a mettere i figli nelle mani di Gesù
con la stessa determinazione. Ad un genitore, infatti, è chiesto di credere
non solo per se stesso ma anche per la propria famiglia. È la promessa
fatta al carceriere di Filippi: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato
tu e la casa tua" (Atti 16:31). Per rivolgersi a Gesù e avere "salva
la vita", i figli devono poter contare sull'esempio di fede di genitori
capaci di mettere innanzi tutto loro stessi ai piedi del Maestro.
2. Una complicazione
Il passo di Gesù fu rallentato dalla gente che Lo attorniava. In particolare
una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, Gli toccò la veste
e fu guarita. Proprio mentre Gesù parlava con lei, vennero da casa del
capo della sinagoga alcuni messi ad annunciare che la ragazzina era morta
e, quindi, non era più il caso di incomodare il Maestro. La sopravvenuta
morte della figlia fu una dura prova per la fede di Iairo, che avrebbe
potuto dare ascolto al messo e dire a Gesù: "Grazie, Signore. So che volevi
farmi del bene e, se fossimo arrivati in tempo, se quella donna dal flusso
di sangue non ti avesse toccato e fatto perdere tempo, sarebbe andato
tutto bene, ma è andata com'è andata...". Questo fu proprio quanto disse
Maria a Gesù dopo la morte di Lazzaro: "Signore, se tu fossi stato
qui mio fratello non sarebbe morto" (Giov. 11:32).
3. Una speranza che rinasce
Si può immaginare come si sentì quel padre nell'apprendere la triste notizia,
il dolore deve essere stato fortissimo, non c'era più niente da fare.
Improvvisamente, però, le parole di Gesù riaccesero la speranza in lui:
"Non temere; soltanto continua ad aver fede!" Rendiamo grazie a
Dio che con poche parole sa sempre come riaccendere la speranza nell'uomo.
Chi ha il Signore non deve mai disperare ma conservare la fede. Gesù si
era attardato, sì, tanto che la ragazzina morì, ma quel padre non doveva
temere. Gesù aveva un piano preciso, desiderava che quell'uomo sviluppasse
"una fede che va al di là d'ogni speranza", che imparasse a sperare contro
speranza (cfr. Rom. 4:18). Chi ha fede nell'Iddio dell'impossibile, non
può chiederGli di fare in fretta solo perché ha paura di quel che può
succedere da un momento all'altro. Non bisogna commettere l'errore di
sperare solo finché c'è qualche speranza, questo significherebbe avere
una fede limitata.
4. Una famiglia riunita
La scena che si presentò a Iairo, una volta giunto a casa, non fu delle
più incoraggianti. Regnava una gran confusione e c'era gente che piangeva
e urlava. Gesù stesso fu accolto come se fosse un altro piagnone venuto
a fare le condoglianze. Non sono pochi, in verità, coloro i quali non
chiedono altro a Gesù che di unirsi a loro per piangere sulla propria
situazione, dimenticando così che "Egli è Colui che viene per cambiare
le situazioni". Purtroppo scene in cui tutti piangono e si disperano non
sono insolite nelle famiglie, ma non dovrebbe essere così, almeno non
dovrebbe più esserlo per chi ha chiesto l'intervento di Gesù. Se continua
ad esserci lamento e tristezza, allora significa che non c'è sufficiente
fede da credere che Gesù abbia il potere di risuscitare anche ciò che
è morto. Se hai invitato il Signore a casa tua perché ne abbia cura, non
arrenderti solo perché "la risposta non arriva nel tempo limite". Piuttosto,
fatti forza e rinnova la tua fiducia in Colui che può risuscitare i morti
e presto tornerà il sereno.
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