SII D'ESEMPIO |
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"Ma sii d'esempio ai credenti, nel parlare, nella condotta, nell'amore, nella fede, nella castità" (I Timoteo 4:12). È certamente nella indole dell'uomo quello di pretendere dagli altri ciò che gli è dovuto ed essere restio a dare ciò che spetta agli altri. Alla luce del verso preso in esame, vogliamo fare alcune semplici considerazioni, in modo da essere noi degli esempi per chi ci circonda e poter dire come l'apostolo Paolo: "Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci conduce in trionfo in Cristo, e che per mezzo nostro spande da per tutto il profumo della sua conoscenza" (II Corinzi 2:14). Prima di esaminare il verso del nostro testo, credo sia importante considerare il contesto nel quale è inserito. I primi cinque versi del capitolo quattro della prima Timoteo, sono di esortazione alla vigilanza, in quanto erano e purtroppo sono molti coloro che propinano delle false dottrine. I versi che seguono sono di esortazione alla consacrazione e alla fermezza. Coloro che desiderano essere dei "buoni servitori" sono chiamati a mostrare nella pratica quello che hanno "imparato" dal Signore (v.6). Lo scopo che si prefigge questo studio è quello di sottolineare le caratteristiche del credente e in modo particolare l'esortazione che Dio rivolge tramite la Sua Parola a chi è impegnato nel servizio cristiano nella comunità locale: "Sii d'esempio…" 1) "NEL PARLARE" Colui che ha fatto l'esperienza della nuova nascita, sarà caratterizzato da un parlare sempre veritiero: "Rimuovi da te la perversità della bocca, e allontana da te la falsità delle labbra" (Proverbi 4:24). Naturalmente questo significa che dalla bocca del credente non usciranno parole volgari, con un doppio senso, false o le cosiddette "bugie bianche" o le "bugie a fin di bene" non troveranno mai posto in colui che desidera onorare Dio ed essere un esempio per chi lo ascolta: "Presentando te stesso in ogni cosa come esempio di opere buone; mostrando nell'insegnamento integrità, dignità, linguaggio sano, irreprensibile, perché l'avversario resti confuso, non avendo nulla di male da dire contro di noi" (Tito 2:7-8). 2) "NELLA CONDOTTA" Del resto è detto che Gesù: "Cominciò a fare ed a insegnare". Da questo emerge che siamo chiamati ad avere una condotta che si addica ai "figli della luce" (Efesini 5:8); evitando tutti quei comportamenti che disonorano l'Evangelo: "Conducetevi in modo degno del Vangelo di Cristo" (Filippesi 1:27). 3) "NELL'AMORE" Amare, non è facoltativo, e il nostro amore deve essere prima di tutto per il Signore:"Amate l'Eterno, voi tutti i suoi santi!" (Salmo 31:23). L'amore che abbiamo per Dio ci deve portare a vivere secondo la Sua volontà e a studiarci ogni giorno di non fare ciò che offende il Suo nome, ma tutto quello che Lo onora: "Da questo conosciamo che amiamo i figliuoli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti" (I Giovanni 5:2). Naturalmente chi ama il Signore, mostrerà il suo amore anche per i fratelli: "Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama Colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato" (I Giovanni 5:1). L'amore che proviamo per i fratelli, non è il risultato di simpatie personali o il voler contraccambiare l'affetto ricevuto, ma è il frutto dello Spirito Santo che si manifesta nei cuori e nelle azioni di coloro che hanno fatto l'esperienza della nuova nascita: "Avendo purificate le anime vostre coll'ubbidienza alla verità per arrivare a un amor fraterno non finto, amatevi l'un l'altro di cuore, intensamente, poiché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, mediante la Parola di Dio vivente e permanente" (I Pietro 1:22-23). L'apostolo Paolo nel rivolgere al giovane Timoteo l'esortazione ad essere un esempio per gli altri, lascia egli stesso un bel esempio di come amare Dio, i fratelli e l'opera di Dio. Significanti sono le parole: "E per non parlar d'altro, c'è quel che m'assale tutti i giorni, l'ansietà per tutte le chiese" (II Corinzi 11:28). 4) "NELLA FEDE" La fede non cresce con gli anni di conversione, o con quello che viene fatto come servizio cristiano, ma mediante la Parola di Dio: "Così la fede vien dall'udire e l'udire si ha per mezzo della parola di Cristo" (Romani 10:17); quindi se il nostro desiderio è di avere una fede "matura" e sempre maggiore, dobbiamo nutrirci continuamente con il Pane della vita: la Sacra Scrittura. La fede quando c'è si vede! Quali credenti, siamo chiamati a "camminare per fede e non per visione" (II Corinzi 5:7); naturalmente questo significa mostrare nella pratica la fede che abbiamo in Dio ed essere così degli esempi per gli altri: "Anzi uno piuttosto dirà: Tu hai la fede, ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede" (Giacomo 2:18). 5) "NELLA PUREZZA" "Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi" (I Corinzi 3:16-17). La purezza deve essere manifestata nei sentimenti (Matteo 5:8); nella condotta (I Pietro 1:15; 3:2) e nella vita di tutti i giorni nell'attesa del ritorno di Cristo Gesù (I Corinzi 5:7; I Giovanni 3:3). I credenti maturi sono coloro che consapevoli delle responsabilità che hanno, faranno di tutto con l'aiuto di Dio, per essere nella comunità locale di edificazione e d'esempio per gli altri e non cercheranno negli altri un esempio. Possiamo riassumere con una domanda, quanto detto in queste brevi considerazioni: Siamo degli esempi nella comunità dove il Signore ci ha messi? La risposta a questa domanda è la pietra di paragone per sapere se siamo credenti maturi o no!
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Paolo Faia www.missione-ccine.org |