BREVE RIFLESSIONE SU CALEB |
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Libro dei numeri La fede di Caleb non era un sentimento da insensato. Era la fiducia in un Dio onnipotente che aveva separato il Mar Rosso, e che sarebbe stato capace di vincere qualsiasi gigante. Ma c'era di più. Dio disse di Caleb: "Mi ha seguito pienamente" (Numeri 14:24). La fede è bella, ma se non è accompagnata dall'azione e dall'ubbidienza è, secondo la definizione di Giacomo, “una fede morta." Caleb era pronto a credere in Dio,ad agire di conseguenza, a qualsiasi
costo e in ogni particolare. Di quel tipo di fede Dio ha tenuto conto.
È Il modo con cui le valutiamo che fa tutta la differenza. La scelta, come per Caleb, è nostra. Caleb, poi, “ha seguito l'Eterno fedelmente"(Deuteronomio 1:36). La fedeltà è sinonimo di un'ubbidienza costante, perseverante, giornaliera. Caleb era una persona su cui si poteva contare. Un altro particolare riguardo a Caleb: “aveva un cuore sincero e onesto” Il nostro intimo è spesso un groviglio di contraddizioni. · Vorremmo, ma non vogliamo veramente servire Dio. Promettiamo delle cose a Dio, ma con delle riserve mentali. Diciamo che abbiamo dei dubbi, ma la realtà e che sappiamo esattamente cosa dovremmo fare, però non vogliamo farlo. Dio puó contare solo sulla gente intellettualmente e moralmente onesti
e può lavorare solo nel cuore che si apre senza riserve a Lui. Infine, Caleb conosceva Dio personalmente. Egli poteva dire di se:
"lo seguii pienamente L'Eterno, il mio Dio".
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