BREVE RIFLESSIONE SU CALEB


Introduzione:

Libro dei numeri
Vorrei fare una breve riflessione su Caleb, di lui è detto che “era animato da un altro spirito”(Numeri 14:24), cioè la sua fede nelle promesse di Dio, lo aveva fatto reagire positivamente. È vero, le difficoltà c'erano. Ma Dio era più grande delle difficoltà. Perciò Caleb aveva detto:"Se l'Eterno è favorevole (e lo era e lo aveva dimostrato!) ci introdurrà in quel paese e ce lo darà".

La fede di Caleb non era un sentimento da insensato. Era la fiducia in un Dio onnipotente che aveva separato il Mar Rosso, e che sarebbe stato capace di vincere qualsiasi gigante.

Ma c'era di più. Dio disse di Caleb: "Mi ha seguito pienamente" (Numeri 14:24).

La fede è bella, ma se non è accompagnata dall'azione e dall'ubbidienza è, secondo la definizione di Giacomo, “una fede morta."

Caleb era pronto a credere in Dio,ad agire di conseguenza, a qualsiasi costo e in ogni particolare. Di quel tipo di fede Dio ha tenuto conto.
Per noi, le cose non sono diverse, anche se le situazioni cambiano. Le difficoltà della vita, una volta o l’altra si presentano.

È Il modo con cui le valutiamo che fa tutta la differenza.
Possiamo vederle come difficoltà insormontabili, oppure possiamo vederle come occasioni per conoscere meglio Dio e per sperimentare la sua capacità di aiutarci.

La scelta, come per Caleb, è nostra. Caleb, poi, “ha seguito l'Eterno fedelmente"(Deuteronomio 1:36). La fedeltà è sinonimo di un'ubbidienza costante, perseverante, giornaliera.

Caleb era una persona su cui si poteva contare.
Un tipo che quando prometteva qualcosa la manteneva.
Una persona che, per 40 anni. senza averne direttamente colpa, ha camminato nel deserto, seguendo Dio senza ribellarsi, spostandosi smontando le tende e rimontandole, aspettando il momento in cui sarebbe potuto entrare nel paese promesso. Soffrendo il caldo e le tempeste di sabbia. Il freddo delle notti orientali e i disagi della vita nomade. Un bell'esempio di costanza.

Un altro particolare riguardo a Caleb: “aveva un cuore sincero e onesto” Il nostro intimo è spesso un groviglio di contraddizioni. · Vorremmo, ma non vogliamo veramente servire Dio.

Promettiamo delle cose a Dio, ma con delle riserve mentali. Diciamo che abbiamo dei dubbi, ma la realtà e che sappiamo esattamente cosa dovremmo fare, però non vogliamo farlo.

Dio puó contare solo sulla gente intellettualmente e moralmente onesti e può lavorare solo nel cuore che si apre senza riserve a Lui.
Caleb era Cosi. E tuo? E io?

Infine, Caleb conosceva Dio personalmente. Egli poteva dire di se: "lo seguii pienamente L'Eterno, il mio Dio".
L'Iddio della Bibbia non è una divinità impersonale. È un Dio persona, con qualità, emozioni e carattere perfetti, che si rivela agli uomini, in modo diretto. Nell'Antico Testamento lo faceva con manifestazioni straordinarie. Oggi lo fa per mezzo della sua Parola scritta, la Bibbia e l’intervento intimo dello Spirito Santo nelle persone. Così, Egli diventa "il mio Dìo" che si occupa di me come Suo Tesoro particolare.

 

F.D

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