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La vita cristiana viene paragonata ad un combattimento ed il credente
ad un soldato. La battaglia che i figli di Dio sono chiamati a combattere
è speciale e, di conseguenza, necessita di un’armatura speciale. Questa
armatura non possiamo procurarcela da noi, con i nostri mezzi o con
i nostri sforzi, Dio stesso c’è la fornisce e ci ordina di indossarla.
INDRODUZIONE: Alcuni episodi ricordati con dovizia (Grande abbondanza
di particolari,) trascendono il loro significato storico per esprimere
una lezione spirituale. Questo è uno di quelli perché qui si propone
una lezione di dottrina cristiana che possiamo definire fondamentale
e cioè:
L’apostolo Paolo esprime chiaramente questo concetto:
Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate
star saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti
non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze,
contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali
della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (Ef. 6:11,12).
Stando così le cose sarebbe assurdo voler affrontare un tale combattimento
con mezzi umani o con le nostre sole forze quando Dio ci mette a disposizione
quanto ci serve per combattere e vincere.
La nostra è una gara, una battaglia nella quale “non basta partecipare”,
è indispensabile vincere, perché soltanto così regneremo con il nostro
amato Maestro per l’eternità.
“Chi vince sarà dunque vestito di vesti bianche e io non
cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma confesserò il suo nome
davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli” (Ap. 3:5).
Le promesse di Dio sono per chi vince (Ap. 2:7,11,17,26; 3:12,21);
i perdenti hanno solo il vituperio e le pene eterne.
Il nostro Padre celeste non ci manda allo sbaraglio, ma ha provveduto
per noi il necessario affinché possiamo essere soldati che onorano il
loro Signore con le vittorie che conseguono nel Suo nome. Le armi che
ci ha provveduto sono utili sia per difenderci che per offendere e tutte
portano il marchio di appartenenza di Colui che ci ha assoldati.
“Prendete la verità per cintura dei vostri fianchi…”.
1. Primo elemento dell’armatura di Dio:
LA CINTURA DELLA VERITA’
“Che cos’è verità” (Giov. 18:38); Pilato aveva
posto questa domanda a Gesù e senza aspettare risposta uscì verso i
Giudei nel tentativo di dissuaderli dal loro intento di far morire Gesù.
I Giudei, la folla, non vollero saperne e, poco dopo, gridarono: “Crocifiggilo”.
La domanda che Pilato fece a Gesù è rimasta posta in ogni tempo, a ogni
generazione: “Che cos’è verità?”. Per i credenti è importante
sapere che cosa è verità, perché l’apostolo Paolo afferma che è un elemento
importante dell’armatura di Dio di cui non possiamo fare a meno.
Molti nel tempo passato e presente hanno cercato di identificare
la verità nelle persone, nelle idee, nelle cultura, ma invano.Noi abbiamo
trovato la risposta a questa domanda nella Parola di Dio. E’ fondamentale
conoscere che cosa è la verità perché soltanto allora potremo indossarla
ed andare così, ben equipaggiati alla battaglia.
“Gesù disse: Io sono…la verità” (Giov. 14:6).
“Padre…la Tua Parola è verità” (Giov. 17:17).
“Lo Spirito è la verità” (1 Giov. 5:6).
Adesso noi abbiamo la risposta alla domanda di Pilato
e desideriamo, come soldati di Cristo, indossare l’armatura di Dio,
iniziando proprio col prendere “la verità per cintura dei fianchi” (Ef.
6:14).
- Scegliere la verità.
La Bibbia afferma che Satana è padre della menzogna
e combatte i figli di Dio attraverso la menzogna. Come abbiamo già
visto, la Bibbia afferma anche che Cristo Gesù è la verità e che
“la verità vi farà liberi” (Giov. 8:32).Come credenti siamo
messi ogni giorno dinanzi ad una scelta: menzogna o verità? Non
credo basti aver scelto una volta per tutte, ogni giorno dobbiamo
confermare con atti concreti la scelta fatta al momento della nostra
conversione, perché la menzogna spinge continuamente dall’esterno
e cerva di soffocare la verità che è in noi. Scegliere la verità
significa scegliere ogni giorno Cristo, la sua Parola, la sua volontà.
Tutti fanno delle scelte e credo che ognuno di noi
vive le conseguenze delle proprie scelte. Scegliere bene è importante
e il più grande bene che l’uomo possa fare a se stesso è scegliere
Cristo Gesù il Signore, colui che è l’unica verità che salva e rende
liberi. Indossa la cintura della verità, scegli la verità e conoscerai
una vita di trionfo in Cristo Gesù.
Saldi nella verità.
-
Dopo aver scelto la verità per cintura dei nostri fianchi, bisogna
rimanere saldi e coerenti nella nostra scelta. La menzogna ci bombarda
continuamente:
Nel campo sociale. Sono tanti i falsi messaggi che giungono all’uomo,
messaggi che evidenziano una vita facile, che puntano sulla popolarità,
sul successo e sulla prosperità, fino al punto da far credere che
il tutto dell’uomo sta nel possedere molti beni e godere, se è possibile,
di una buona reputazione. Menzogna!
Nel campo religioso. Si è perso il senso del limite. Quello che
molti religiosi vanno affermando è che ciò che importa è avere un
credo, non importa quale, basta averne uno. Menzogna! La Bibbia
continua ad affermare che Gesù è l’unica via, l’unica verità, l’unica
via e che nessuno va al Padre se non per mezzo di Lui (Giov. 14:6).
Nel campo degli affetti. E’ diffusa l’idea che proclama un amore
libero, perché ciò che è importante è amare, affermano tanti. Così
facendo, scusano e spiegano ogni immoralità, conducendo gli uomini
nel baratro dell’abisso. Menzogna!
Nel campo morale. Ormai viviamo in tempi dove tutto è lecito. E’
lecito uccidere bambini mentre sono ancora nel grembo delle loro
madri, e per farci credere che tutto va bene, ciò viene anche autorizzato
dalle leggi dello Stato. Non si arrossisce più se si viene scoperti
a commettere fornicazioni, anzi, alcuni si vergognano se si dovesse
venire a sapere che non ne hanno mai commesse. ‘L’adulterio, un
toccasana per il matrimonio’, affermava un noto sociologo. Tutte
menzogne! Chi commette tali cose cadrà sotto il giudizio di Dio
se non si ravvede.
Noi credenti abbiamo scelto di rimanere saldi nella verità e ciò
sarà possibile se giudicheremo ogni cosa non secondo la morale corrente,
ma se tutto lo faremo passare al vaglio della Parola di Dio. Sii
Geloso della verità. Veglia sui tuoi pensieri; se qualcosa che hai
in mente non è in armonia con la Parola di Dio che è verità, liberatene.
Se ti viene proposto di dire o fare qualcosa che entra in conflitto
con la santità di Dio, evitala. Rimani saldo nella verità, indossa
la cintura, rimani saldo in Cristo Gesù il Signore. ‘Se è la verità
ci sto, altrimenti non contate su di me’, questa dovrebbe essere
la regola di comportamento di un figliolo di Dio.
Indossa la cintura della verità.
- Amare la verità.
Si ama quando si conosce. Possiamo indossare stabilmente e volentieri
la cintura della verità se nel nostro cuore coltiveremo dei veri
sentimenti di affetto per essa. Il nostro cuore deve essere attratto
dalla verità,. perché questo sarà il segno distintivo che ci porterà
ad essere identificati come figli di Dio. I figli del diavolo amano
la menzogna, la falsità, l’ipocrisia, l’inganno; i figli di Dio
amano la verità, camminano nella verità.
Gesù disse ad alcuni Giudei che non credevano in Lui: “Voi siete
figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri
del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si
è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando dice
il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della
menzogna. A me, perché io dico la verità, voi non credete.”
(Giov. 8:44,45).
Chi non ama la verità non appartiene al Padre celeste; il nostro
Maestro pregò per ognuno di noi, chiedendo a Dio: “Padre…non
prego che tu li tolga dal mondo; ma che tu li preservi dal maligno…Santificali
nella verità: la tua parola è verità” (Giov. 17:15-17).
Ama la Parola di Dio, ama la verità, indossa la verità per cintura
dei fianchi.
Il primo elemento dell’armatura che Dio ci fornisce è la cintura
della verità. Se vogliamo vivere da vittoriosi e così onorare il
Signore, non possiamo farne a meno. E’ di vitale importanza rivestirci
di questo elemento dell’armatura, perché solo allora potremo evitare
di rimanere schiacciati dalla menzogna. Indossa la cintura della
verità, sarai forte ed onorerai il Signore.
2. Secondo elemento dell’armatura di Dio:
LA CORAZZA DELLA GIUSTIZIA
Non possiamo limitarci all’indossare solo una parte dell’armatura,
ma siamo chiamati a rivestire la “completa armatura di Dio affinché
possiamo star saldi contro le insidie del diavolo”.
Rivestire la completa armatura di Dio, significa rivestirsi
di Cristo: “La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque
via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci
onestamente come in pieno giorno, senza gozzoviglie e ubriachezza; senza
immoralità e dissolutezze; senza contese e gelosie; ma rivestitevi del
Signore Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne i
desideri” (Rom. 13:12-14).
Quando indossiamo Cristo ci poniamo fuori dal regno e
dal dominio della carne. Se viviamo la nostra vita ad un livello spiritualmente
basso, carnale, saremo vulnerabili agli attacchi del nemico delle anime
nostre, ma se ci poniamo sotto il dominio di Dio rivestendoci di Cristo,
il nemico non potrà prevalere su noi, ma saremo noi più che vincitori
su di lui.
Tutto dipende dal livello della nostra vita spirituale.
Satana può toccare e danneggiare ciò che è al suo livello, ma se noi
ci eleviamo alla statura di Cristo, viviamo seduti “nei luoghi celesti”
(Ef. 2:6), saremo al sicuro e ben protetti. Ecco perché ci viene ordinato
“non abbiate cura della carne per soddisfarne i desideri”; ciò significa:
‘non vivete al livello di Satana’. Per poter vivere ad un alto livello
spirituale è indispensabile indossare “la completa armatura di Dio”.
Il secondo elemento di questa armatura è la corazza della giustizia.
“Rivestitevi della corazza della giustizia” (Ef. 6:14).
- La corazza della giustizia ci porta a comprendere il principio della
confessione del peccato. Pur godendo della nostra posizione in Cristo,
siamo ben coscienti che a volte veniamo meno: nel modo di pensare,
nel modo di agire e modo di parlare. Ciò non annulla l’opera salvifica
di Cristo Gesù, ma dimostra la nostra tendenza al male, la nostra
fragilità. Siamo dei santi, dei figli di Dio che talvolta peccano!
Indossare la corazza della giustizia di Dio, significa capire e applicare
il principio della confessione.
Chi vive nel peccato non capisce e non applica questo
principio, ma il credente che viene meno sa che nella confessione,
frutto di vero pentimento, e nell’abbandono del peccato, risiede
il segreto per il perdono e per il ripristino della comunione con
Dio: “Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa
e le abbandona otterrà misericordia” (Prov. 28:13). Confessare
non significa dire soltanto “mi dispiace”, ma significa “riconoscere
o essere d’accordo”. La vera confessione non ha nulla a che vedere
con un atteggiamento di sola esteriorità, ma coinvolge interamente
le nostre emozioni, i nostri pensieri e la nostra volontà. Affermare
di essere dispiaciuti di aver commesso una cattiva azione o di aver
parlato male del tal fratello, non significa star confessando la
propria colpa. Significa constatare, anche con dispiacere, ciò che
di male si è fatto.
La confessione gradita da Dio, per la quale noi possiamo
ottenere il perdono, non solo deve comprendere il riconoscimento
del male commesso accompagnato da sincero dispiacere, ma deve riportarci
ad una profonda umiliazione dinanzi al nostro Padre celeste, consapevoli
che prima di tutto abbiamo peccato contro il Signore. Dopo di che
nel nostro cuore ci deve essere la ferma determinazione di abbandonare
il peccato per il quale stiamo invocando il perdono divino. Satana
ci renderà la confessione delle nostre colpe il più difficile possibile,
cercherà di convincerti che è troppo tardi, che non c’è più nulla
da fare, che Dio ha già cancellato il tuo nome dal libro della vita,
perché anche lui sa che “se confessiamo i nostri peccati, Egli
è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni
iniquità” (1 Giov. 1:9). Non lasciarti distrarre dalle menzogne
del nemico delle anime nostre, egli vuole schiacciarti sotto il
peso delle tue colpe, vere o presunte che siano. Una cosa è certa:
se hai confessato il tuo peccato e lo hai abbandonato, sei già stato
perdonato, perché Dio non può mentire e la Sua Parola afferma chiaramente
questa gloriosa verità.
Indossa la corazza della giustizia, appropriati del
potere che c’è nel sangue di Gesù: è per la Sua giustizia che tu
sei giustificato dinanzi a Dio.
- La corazza della giustizia alimenta la fede nella potenza del sangue
di Gesù Cristo. E’ indispensabile per ogni credente questo elemento
dell’armatura di Dio; non possiamo rinunciare alla corazza della giustizia.
E’ la corazza della giustizia che alimenta la nostra fede nell’incrollabile
potere del sangue di Cristo Gesù, il Signore. E’ la corazza della
giustizia che ci permette di presentarci dinanzi a Dio puri, come
se non avessimo mai peccato, in quanto ci possiamo avvalere del carattere
di Cristo e della Sua santità. Una delle astuzie del nemico delle
anime nostre è quella di farti vivere sotto condanna, schiavo del
rimorso, perché sa che se riuscirà in questo renderà debole la tua
testimonianza e inefficace le tue preghiere. Egli continuamente punterà
il di te, ti ricorderà spesso quello che sei stato, le tue cadute
e ogni volta ti suggerirà che non può esserci speranza per te, che
è impensabile che Dio possa perdonarti. Se Gesù non fosse morto per
noi, il nemico forse avrebbe ragione, ma, gloria a Dio, Gesù è morto
per noi, ha pagato il nostro debito e ci ha riconciliati con il Padre
celeste. Noi ora possiamo rivestirci della Sua giustizia ed essere
giustificati dinanzi a Dio; non giusti in noi stessi, ma ritenuti
giusti perché il prezzo per la nostra salvezza e stato pagato, il
nostro Dio santo è stato soddisfatto.
Il peccato doveva essere giudicato e condannato, perché l’assoluta
santità di Dio richiedeva la giustizia e la condanna del peccato
e dei peccatori. Per far ciò si poteva ricorrere ancora una volta
al diluvio come ai tempi di Noè, o far scendere fuoco dal cielo
come ai tempi di Lot; ma non è accaduta né l’una né l’altra cosa.
La giustizia di Dio è stata soddisfatta con la morte espiatrice
di Cristo. La pazienza che Dio aveva dimostrato nel passato era
stata possibile solo in vista del sacrificio della croce: “Dio
lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio, mediante la fede
nel suo sangue; per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza
verso i peccati commessi in passato” (Rom. 3:25). Alla croce
Dio non passa sopra il peccato, ma lo giudica condannando a morte
il Suo Figliolo al nostro posto e provvedendoci così la corazza
della giustizia. Se teniamo indossata questa corazza provvedutaci
dal nostro Padre celeste, le frecce che il nemico scaglierà contro
di noi si sprezzeranno, perché alle sue accuse potremo rispondere
come l’apostolo Paolo: “Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è
colui che li giustifica” (Rom. 8:33).
Indossa la corazza della giustizia, abbi fede nel potere del sangue
di Gesù, sparso per la remissione dei nostri peccati.
- La corazza della giustizia ci dà vittoria sul senso di colpa. Spesso
mi succede di incontrare credenti che sono schiacciati dal loro senso
di colpa, dal pensiero che per loro non c’è più alcuna speranza. Ultimamente
ho avuto modo di parlare con una giovane credente proprio di questo
problema. Il nemico sta lavorando nella sua mente fino al punto che
è riuscito a toglierle la pace di Dio e la certezza della salvezza.
La tattica è sempre la stessa: insinuare il dubbio del perdono di
Dio e portare alla mente tutti i peccati commessi prima ancora di
far pace con Dio. Questa ragazza non era in grado di godere dei frutti
della salvezza, perché nella sua mente c’era una guerra continua.
Da una parte, razionalmente, credeva che il Signore avesse perdonato
il suo peccato e l’aveva accolta nella Sua famiglia; dall’altra, emotivamente,
non riusciva a godere del fatto di essere figlia di Dio, perché veniva
assalita dal dubbio e dal senso di colpa.
Il segreto, certamente, è vivere in comunione con Dio, perché la
sua costante presenza dentro di noi aumenta la certezza di ciò che
siamo e di ciò che possiamo. Un credente riconciliato con Dio per
il sacrificio della croce, non può e non deve lasciarsi schiacciare
dal senso di colpa, perché le sue colpe sono state immolate sulla
croce del Calvario. Se dopo aver confessato il tuo peccato ed esserti
sinceramente pentito, se dopo aver abbandonato il peccato e aver
fatto di Gesù il tuo Salvatore e Signore continui a soffrire del
senso di colpa e senti il rimorso che ti attanaglia, probabilmente
ciò deriva dal fatto che non hai riposto la tua fede nel sangue
di Gesù cristi che ci lava e ci “purifica da OGNI peccato”.
Il sangue di Cristo non solo ci purifica da ogni peccato ma ci rende
giusti dinanzi a Dio: “Giustificati dunque per fede, abbiamo
pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, mediante il
quale abbiamo anche avuto per la fede, l’accesso a questa grazia
nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria
di Dio” (Rom. 5:1,2).
Non possiamo fare a meno delle della corazza della giustizia,
abbiamo bisogno di indossarla continuamente, perché soltanto allora
le frecce infuocate dell’accusatore dei figli di Dio, potranno infrangersi
e diventare inoffensive.
Terzo elemento dell’armatura di Dio:
LE CALZATURE DELLA PACE
E’ ormai chiaro che, per il credente, è indispensabile
rivestire la completa armatura di Dio. Abbiamo già considerato i primi
due elementi dell’armatura: la cintura della verità e la corazza della
giustizia, ma, prima di passare a considerare il terzo elemento, voglio
brevemente ricordare qual è lo scopo dell’armatura. Lo scopo è quello
di impedire alle frecce del nemico di penetrare nel corpo e quindi ferire
o, peggio ancora, uccidere il soldato.
Noi abbiamo un nemico che è sempre in azione e cerca continuamente
di ferire e annientare la nostra fede. Se non ci fosse la possibilità
che le frecce di Satana possano colpirci, non ci sarebbe bisogno dell’armatura
che Dio mette a nostra disposizione. L’esortazione a rivestire l’armatura
ci fa comprendere che il nemico scaglia continuamente i suoi dardi contro
i credenti e solo coloro che sono ben equipaggiati potranno resistere
e riportare gloriose vittorie. Il nemico delle anime nostre fa uso di
ogni astuzia malefica per bloccare la nostra marcia verso il cielo,
ma noi non vogliamo affrontare il cammino impreparati, il Padre celeste
mette a nostra disposizione i mezzi per poter combattere e vincere ed
è bene che indossiamo l’intera armatura di Dio.
Abbiamo già considerato l’importanza dei primi due elementi
dell’armatura, adesso considereremo il terzo elemento: le calzature
della pace. “Mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato
dal vangelo della pace” (Efesini 6:15).
- Le calzature della pace ti proteggono.
Quando riceviamo Cristo Gesù come Salvatore e Signore, ecco che ci
uniamo al Principe della Pace. Una delle principali opere che Cristo
compie in noi e per noi è quella di farci fare pace con Dio. Il nostro
peccato aveva creato inimicizia con Dio e i rapporti erano completamente
deteriorati. Non potevamo presentarci da soli a Dio, era necessario
un mediatore che si impegnasse a presentarci al trono del Padre celeste
e che nello stesso tempo fermasse la sua ira contro di noi peccatori,
mettendo “una buona parola”, affinché il rapporto di comunione possa
essere ristabilito.
Quest’opera di mediazione l’ha compiuta Cristo, infatti
l’apostolo Paolo afferma che “giustificati dunque per fede, abbiamo
pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore” (Rom.
5:1). Cristo fa quindi da “tramite”, tra noi e Dio, e la fede nell’opera
della croce ristabilisce il rapporto con il nostro Padre celeste.
Ma fare pace con Dio non è sufficiente per vivere una vita gioiosa
nella salvezza, ciò che è anche necessario è la realizzazione della
pace di Dio. Un ruolo chiave per far sì che noi realizziamo la pace,
lo occupa la Parola di Dio: “E la pace di Cristo, alla quale
siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri
cuori; e siate riconoscenti. La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente…”
(Col. 3:15,16).
Se hai fatto pace con Dio mediante la fede nel sacrificio
di Cristo, se hai realizzato nel tuo cuore e stai vivendo la pace
di Dio mediante la Parola, ecco che le calzature della pace sono
ai tuoi piedi e ti proteggono. Sono le calzature della pace che
portano i credenti ad adoperarsi per l’armonia, sventando i piani
di divisione del nemico e cementando la comunione fraterna. Sono
le calzature della pace che ci ricordano che, benché diversi, siamo
tutti figli di Dio e che quindi dobbiamo cercare “dunque le cose
che contribuiscono alla pace e alla reciproca edificazione”
(Rom. 14:19).
Sii un uomo di pace, usa le calzature della pace,
sii strumento di riconciliazione. Ricorda cosa disse il nostro maestro:
“Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati
figli di Dio” (Matteo 5:9).
- Le calzature della pace ti portano in trionfo.
Se camminiamo a piedi nudi su della ghiaia o su delle spine, sicuramente
proveremo molto dolore. Il cammino cristiano spesso si presenta come
un sentiero pieno di ghiaia e di spine, siamo continuamente chiamati
a misurarci con le circostanze, con le situazioni non sempre facili
della vita. Nella lotta che siamo chiamati ad affrontare, le calzature
della pace sono determinanti, perché soltanto se le indosseremo saremo
portati in trionfo.
Sono le calzature della pace che ci fanno comprendere
che le promesse di Dio sono per noi, creando nei nostri cuori e
nella nostra mente quella serenità che contraddistingue i figli
di Dio, in particolar modo quando si trovano in situazioni estremamente
dolorose. Qualcuno ha detto che nella Bibbia ci sono 32.500 promesse
sulle quali possiamo fondarci. Se indossiamo le calzature della
pace vivremo da trionfatori, perché sempre vedremo nella Parola
di Dio e nella Sua presenza nei nostri cuori, la via di uscita per
qualunque situazione.
Il nostro Padre celeste nella Bibbia viene chiamato
anche Jehovah-Jireh, che significa “il Dio che provvede”.
Molti, purtroppo, vivono una vita di dolorose e sanguinanti esperienze,
perché non portano le scarpe che Dio ha loro provveduto per affrontare
il cammino. Il cammino del cristiano è un cammino speciale che si
può affrontare solo con delle calzature speciali. Indossa i calzari
che Dio ti ha provveduto e vivrai una vita di trionfo nella consapevolezza
che il nostro Padre celeste è Colui che guida i suoi figli portandoli
di vittoria in vittoria.
- Le calzature della pace ti fanno un messaggero di buone notizie.
“Quanto sono belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone
notizie, che annuncia la pace, che è araldo di notizie liete, che
annunzia la salvezza, che dice a Sion: Il tuo Dio regna!” (Isaia
52:7).
Chi può essere messaggero di buone notizie? Solo colui
che sta vivendo ed ha realizzato il messaggio che annuncia. Noi
siamo chiamati ad essere araldi di Dio, annunciatori di pace e di
salvezza e tutte queste cose potremo adempierle, trasmetterle, se
sono realtà nella nostra vita. Non puoi essere portatore di pace
se non la stai vivendo; non puoi annunciare la salvezza se non sei
certo di essere salvato; non puoi portare agli uomini notizie lieti
se il tuo cuore e nella tristezza e nell’angoscia. Il credente può
essere portatore di un messaggio che salva soltanto se ha indossato
realmente i calzari della pace, perché soltanto allora sarà in grado
di trasmettere quello che vive e che ha realizzato. Sono le calzature
della pace che ti fanno un messaggero di buone notizie. Usa il tuo
cuore per amare Dio, usa la tua mente per pensare a Dio, usa la
tua bocca per lodare Dio, usa le tue orecchie per ascoltare la Parola
di Dio, usa i tuoi piedi per diffondere la pace, per portare il
messaggio di salvezza, per proclamare che Dio regna! Per correre
bene abbiamo bisogno dei giusti calzari.
Le uniche scarpe adatte alla lotta cristiana sono
le calzature della pace di cui parla la Parola di Dio. “Ma ora,
in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati
mediante il sangue di Cristo. Lui, infatti, è la nostra pace; Lui
che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il muro di
separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell’inimicizia”
(Efesini 2:13,14).
Quarto elemento dell’armatura di Dio:
LO SCUDO DELLA FEDE
La vita del credente spesso è caratterizzata dal combattimento
spirituale. Più si è impegnati nel campo del Signore, più si desidera
rimanere fedele al Signore, più intense sono le lotte. Se tu non disturbi
l’azione malefica del nemico, egli non disturberà te; ma se tu decidi
di schierarti decisamente dalla parte di Dio e di combattere le forze
del male con la potenza che viene dal Cielo, allora stai pur certo che
incontrerai delle serie opposizioni.
A volte alcuni credenti mi chiedono: ‘come mai a quel
credente che non si impegna per il Signore, che non è coinvolto nel
servizio a Dio gli va tutto bene, mentre io che sono impegnato nel servire
il Signore, che ho consacrato la mia vita a Lui devo affrontare tutte
queste lotte e tutte queste difficoltà?’ Il nemico delle anime nostre
non creerà mai ostacoli a un credente che non ha interesse per le cose
di Dio, anzi farà di tutto affinché il suo disinteresse aumenti. Non
c’è lotta per chi giace nella tomba, perché è morto! Come non c’è lotta
per chi è fisicamente morto, così non c’è combattimento per chi è spiritualmente
morto. Ad uno stato di morte spirituale senza lotta, preferiamo uno
stato di vita spirituale anche se ciò comporterà continue lotte e continue
prove.
L’apostolo Paolo, scrivendo a Timoteo lo esorta dicendo:
“Sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Cristo
Gesù. Uno che va alla guerra non s’immischia in faccende della vita
civile, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato” (2 Tim. 2:3,4).
Questo testo ci rivela alcune cose importanti riguardo alla nostra vita
spirituale. Prima di tutto mette in evidenza che noi siamo dei soldati
al servizio di Gesù; poi appare evidente che non siamo “soldati semplici
o sedentari”, siamo dei buoni soldati, dei combattenti con l’armatura
al suo posto; ancora questo testo ci parla del fatto che non possiamo
portare a compimento la nostra missione se non la riteniamo prioritaria
su ogni altra cosa, non possiamo immischiarci degli affari di questa
vita se stiamo combattendo per il Signore; infine dobbiamo ricordare
che siamo stati scelti dal nostro “Capitano” e che il nostro scopo di
vita deve essere piacere a Lui. Per far ciò abbiamo bisogno di indossare
la completa armatura di Dio.
Il quarto elemento di questa armatura è lo scudo della
fede. “Prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale
potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno” (Efesini 6:16).
- Lo scudo della fede sarà tanto grande quanto la nostra conoscenza
di Dio.
L’armatura a cui si riferisce l’apostolo Paolo, era quella dell’esercito
romano di allora. Lo scudo (scutum) del soldato romano non era piccolo
e circolare, ma grande e curvo; misurava 1,20 per 0,75 m. ed era fatto
di legno ricoperto prima di lino e poi di cuoio, ed era tenuto insieme
da fili di ferro o fissato su un’intelaiatura di ferro. Lo scudo per
il soldato era importante perché lo proteggeva e sarebbe stato impensabile
andare alla guerra senza questo elemento dell’armatura. Il nostro
scudo nelle battaglia è composto dalla fede che abbiamo nel Signore.
La fede non ha nulla di mistico.
La fede biblica è semplicemente ciò che crediamo su
Dio e della Sua Parola. Più conosciamo Dio e la Sua Parola, più
la nostra fede aumenta, quindi aumenta la grandezza del nostro scudo
di protezione. Meno sappiamo su Dio e la Sua Parola, più si rimpicciolisce
lo scudo di protezione e più si corre il rischio di essere colpiti
dai dardi infuocati del maligno.
Il profeta Osea, ispirato dallo Spirito Santo, ci
esorta dicendo: “Conosciamo il Signore, sforziamoci di conoscerlo!
La sua venuta è certa, come quella dell’aurora; egli verrà a noi
come la pioggia, come la pioggia di primavera che annaffia la terra”
(6:3). Se vuoi che il tuo scudo della fede diventi grande e protettivo
devi impegnarti a conoscere meglio il Signore, devi imparare a confidare
nelle Sue promesse, devi conoscere ed amare quello che Egli è, il
Suo carattere, quello che Egli pensa, i suoi progetti per la tua
vita e per l’umanità. C’è un solo modo per conoscere meglio il Signore
e, quindi, far si che la fede aumenti: andare alla Parola di Dio.
L’apostolo Paolo ricorda che “la fede viene da ciò che si ascolta
e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo” (Rom. 10:17).
- Lo scudo della fede deve essere assolutamente impugnato.
Prima di entrare nel campo di battaglia, i soldati immergevano lo
scudo nell’acqua così esso poteva spegnere le temute frecce del nemico
che venivano bagnate nella pece bollente prima di essere lanciate.
Ancora oggi satana scaglia continuamente le sue frecce infuocate sui
credenti. Questi dardi del maligno possono assumere diverse forme
e aspetti. A volte questi dardi si presentano sottoforma di menzogne;
d’altra parte il diavolo viene chiamato “bugiardo e padre della
menzogna” (Giov. 8:44). Egli si presenterà a te sul campo di battaglia
e comincerà ad insinuare il dubbio nella tua mente cercando di convincerti
che Dio ti ha dimenticato;…che non si interessa a te;…che le Sue promesse
probabilmente sono per gli altri cristiani più santi di te, ma non
per te;…che per la tua situazione ormai non c’è più alcuna speranza.
Tutte bugie del nemico! Quando queste si affacceranno alla tua mente,
eleva lo scudo della fede e riafferma la tua fiducia nel Signore.
Altre volte i dardi infuocati del maligno assumono
la forma di accuse infamanti. Cercherà di dirti in tutti i modi
che sei indegno per servire il Signore, che non sarai mai all’altezza
di fare quello che Dio ti chiede a motivo dei tuoi peccati passati.
Se canti nel coro della chiesa egli ti accuserà in modo da non farti
portare avanti il tuo compito, se suoni o sei impegnato in qualsiasi
altro compito, il nemico ti sussurrerà che hai le mani sporche e
il cuore impuro, che sei un disonore per il Signore a causa di quello
che sei stato prima di conoscere la grazia di Dio. Chi soccombe
sotto le accuse del diavolo finisce per convincersi di essere un
buono a nulla e che quindi Dio non potrà mai servirsi di loro. Se
questa è la tua situazione, fermati e rifletti, non sulla tua condizione
umana, sulla tua debolezza, ma afferra lo scudo della fede e levalo
in alto, proclamando che tu puoi ogni cosa, non in te stesso o per
te stesso, ma in Colui che ti fortifica, Gesù Cristo il Signore.
Altre volte ancora i dardi infuocati del maligno giungono
a noi sottoforma di tentazioni che bombardano la nostra mente. Non
c’è dubbio che il più grande campo di battaglia si trova nell’area
della mente. Colui che controlla la mente degli uomini è colui che
controlla gli uomini. Il Signore sa molto bene i conflitti che dobbiamo
affrontare continuamente al livello della nostra mente ed è per
questo che la Sua Parola ci invita ad amare Dio con tutta la nostra
mente (Matteo 22:37). Ci viene anche detto che dobbiamo avere la
mente di Cristo (1 Cor. 2:16) e di vigilare sulla nostra mente affinché
solo le cose buone siano oggetto dei nostri pensieri (Fil. 4:8).
Noi possiamo sconfiggere il nemico delle anime nostre
solo elevando lo scudo della fede è proclamando la Parola di Dio
che ci da vittoria su ogni tentazione. Cosa fece Gesù per proteggersi
dalle frecce infuocate del maligno quando fu tentato? Rispose con
la Parola di Dio (Matteo 4), dimostrando così di credere in Dio
e in quello che Egli afferma nella Sua Parola.
- Lo scudo della vede deve essere tenuto in alto.
Troppi credenti si ritrovano feriti e abbattuti, perché hanno immerso
il loro scudo nel dubbio e nell’incredulità. Come abbiamo già detto
il tuo scudo sarà proporzionato alla conoscenza che hai di Dio, per
questo devi vivere la tua vita nel continuo impegno e nel continuo
desiderio di conoscere meglio il Signore. Lo scudo della fede deve
essere sempre impugnato e tenuto in alto in modo da risultare ben
visibile, anche perché il nemico, a volte, si traveste da angelo di
luce mentre in realtà è un leone rapace ed è bene che sappia che tu
hai a tua protezione lo scudo della fede.
Dichiara apertamente che hai fede nel Signore e non
lasciarti convincere dalle circostanze. Siamo chiamati a fondare
la nostra vita sulla Parola di Dio, a dichiararla. Non possiamo
fondarci sulle nostre impressioni o sui nostri sentimenti; sulle
percezioni o sulle nostre esperienze, perché queste sono mutevoli
e incerte e, a volte, risultano anche ingannevoli. Dobbiamo fondarci
sulla Parola del Signore e a questa Parola dobbiamo credere con
fede. Il nostro motto deve essere: ‘Dio lo ha detto… e io lo credo”.
Tieni alto lo scudo della fede ed afferma del continuo: ‘Io credo
in Dio e nella Sua Parola’. Se vuoi vivere da trionfatore ed al
centro della volontà di Dio, tu non puoi fare a meno di questo elemento
dell’armatura di Dio. Dio lo ha provveduto per te, fa parte del
tuo bagaglio, della tua dote, non rigettarlo.
“Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio
deve credere che Egli è e che è il ricompensatore di tutti quelli che
lo cercano” (Ebr. 11:6).
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